Cyberstalking, Femminicidio

Il comportamento persecutorio di Stalking e Cyberstalking consiste in un processo di interazione e comunicazione tra persecutore/trice e perseguitato/a, fra molestatore/trice e molestato/a.

Generalmente la maggior parte delle volte noi sappiamo cosa pensiamo e, conosciamo, alcune volte, cosa pensiamo che gli altri stanno pensando, ma tutto che possiamo realmente sapere di un altro è il modo in cui si comporta con noi.

Le definizioni operative del comportamento persecutorio sono utilizzate dagli esperti e dai ricercatori.
Le vittime degli agiti di Stalking possono aver subito tali comportamenti senza che li abbiano etichettati a livello percettivo come comportamenti molesti; i persecutori da canto loro possono non percepirsi tali.
Le ragioni possono essere svariate: la vittima potrebbe essere ignorante riguardo al fenomeno, poi non vogliono acquisire un’identità di vittima stigmatizzata.

Li percepisce e giustifica le sue azioni in nome della relazione e dell’amore.
Le definizioni operative elencano una serie di comportamenti e di criteri: se si soddisfano un certo numero di quesiti che devono essere ripetuti nel tempo e frequenti allora si è vittima delle azioni di persecuzione.
Si dati relativi alla diffusione del fenomeno nella popolazione generale è compresa fra il 10 e il 23%.
Dobbiamo tenere presente che le percentuali variano perché sono dovute a diverse definizioni operazionali e al tipo di campione. Per quanto riguarda le stime di diffusione in base al genere della vittima si può dire che una percentuale che va tra il 75 e l’80% delle vittime di Stalking è donna. 

In una ricerca, datata una decina di anni fa, eseguita dal NVAW –National Violence Against Women, su un campione costituito da 16000 persone, di cui 8000 donne e uomini ha evidenziato che l’80% delle vittime di atti persecutori erano giovani donne di età media di 28 anni.

Abbiamo già visto che nelle maggior parte dei casi la vittima conosce il suo persecutore, mentre solo una minoranza viene perseguitata da uno sconosciuto.
Lo Stalking è definito dalla persistenza temporale delle azioni persecutorie.
Molto studiata è la durata dello Stalking che aumenta con l’investimento emotivo dello Stalker nella relazione.
Il numero medio di mesi di durata dello Stalking è di 22,22 mesi, ovvero poco meno di 2 anni, con comportamenti che si presentano mediante 1 volta a settimana.
Esiste quella che viene definita la regola delle due settimane: se un persecutore/trice insiste per più di due settimane è probabile che la sua attenzione continui e che diventi motivo di preoccupazione.

La definizione generale dello Stalking prevede che i comportamenti sono:
1. ripetuti e diretti verso una determinata persona;
2. percepiti come sgraditi e intrusivi per chi li riceve;
2. inducono paura e preoccupazione per chi li riceve. 

Motivazioni: ovvero le cause dello Stalking Il comportamento persecutorio è legato alle passioni e alle emozioni oscure e, direi, ambivalenti: amore e odio; gelosia e altruismo; egoismo e altruismo; attrazione e repulsione; intimità e paura; desiderio di essere accettati e ostilità vendicativa.
Tra le cause dello Stalking si è trovato una correlazione con l’aggressività predatoria che si caratterizza con tre motivazioni specifiche.

Il/la persecutore/trice vuole: dissuadere il partner dall’essere infedele; recuperare una relazione con il partner precedente; attraversare una storia sessuale con partner non accessibili.
Nell’analisi della struttura motivazionale del comportamento persecutorio non si possono certo tralasciare le tematiche della dominanza maschile, del controllo, del potere e della patriarchia.
Molti autori hanno messo bene in evidenza che una delle motivazioni che sono alla base di comportamenti indesiderati è l’avere il controllo sulla relazione, che nascono da pensieri ossessivi, perché il desiderio di possedere è parte dell’ossessione e il controllo è una forma di possesso. 

Le scienze sociali dell’ultimo secolo nel mondo occidentale hanno studiato l’affetto e il potere.
Hanno definito l’affetto attraverso le nozioni dell’amore, dell’affiliazione, del senso di comunione e dell’intimità e il potere attraverso lo status, il controllo e la dominanza.
Tali studi ci hanno spiegato che amore e potere non sono correlati e che sono primari per l’essere umano.

E invece non è così.
Il comportamento persecutorio lo mostra inequivocabilmente.
Certo che i comportamenti persecutori possono essere motivati dall’amore ma non dal potere, dal potere ma non dall’amore, dall’amore e dal potere insieme.
Per dirla in altri termini il comportamento è inevitabilmente una forma di potere ma non è del tutto basato sul potere.
Alcuni autori hanno descritto le cose abbastanza semplicemente indicando che il comportamento persecutorio è un agito cattivo (antisociale) che viene messo in atto da persone pazze (arrabbiate e/o psicotiche –quindi deliranti) o a persone tristi (solitarie).

Da un punto di vista classificatorio si possono delineare 4 principali categorie di motivazioni:
1. Motivazioni espressive
2. Motivazioni strumentali
3. Motivazioni personologiche
4. Motivazioni contestuali 

Motivazioni Espressive
Sono orientate a mettere in evidenza i propri desideri, le proprie emozioni e le proprie preferenze emozionali. Nella tabella che segue sono specificate le principali motivazioni espressive.
Gli stalker sono individui emotivi: si è visto che spesso sono spinti da motivazioni di infatuazione e amore.
Gli stili di amore maniacale, erotico e di dipendenza e di convivenza sono tra i maggiori fattori di rischio per lo Stalking.

Nella maggioranza dei casi si tratta di amore non corrisposto e possono far emergere rabbia, collera, dolore; qualora le persone sperimentano le emozioni della rabbia e del dolore possono cercare qualcuno da incolpare e spesso il bersaglio scelto è colui o colei che viene percepito come il/la responsabile dei propri problemi affettivi.
Se analizziamo gli stadi di una relazione si capisce che tutti gli esseri umani cercano una relazione e la costruiscono attraverso un processo di evoluzione del rapporto.

Sul corteggiamento vale la pena di spenderci qualche riga.
Esistono copioni prestabiliti identificabili come culturalmente determinati. In questi copioni il genere maschile viene percepito come quello che dà inizio alle fasi iniziali delle relazioni e quelli che la intensificano.
Generalmente gli uomini sono più inclini ad avere interessi sessuali o anche amicizie sessuali occasionali, mentre le donne percepiscono un maggior interesse affettivo degli uomini.
Oltre a queste differenze di genere esistono nuovi prototipi relazionali come le amicizie sessuali.
È ovvio che tutte queste tipologie di relazioni possono portare a numerose tensioni nelle relazioni che provocano incomprensioni e motivazioni non sempre corrispondenti all’altra persona.

Motivazioni Strumentali
Sono orientate verso il potere e per il potere o il desiderio il controllare e influenzare gli altri.
Nella tabella che segue sono specificate le principali.
Gli Stalker possono essere motivati dal desiderio di manipolare, dominare o isolare l’oggetto della loro molestia perché vogliono vedere modificati particolari e determinati impegni, problemi, decisioni e linee di condotta.
Non cercano una relazione ma un cambiamento nello status-quo: un vicino, ad esempio, può mettere in atto le molestie perché devono essere modificate determinati comportamenti dell’altro vicino.
Amore e potere sono state sin dall’antichità motivazioni intrecciate.

Le domande da porsi sono:
La relazione è il mezzo per ottenere il potere?
Il potere è il mezzo per ottenere la relazione?
La motivazione legata al potere è mista poiché sarebbe contemporaneamente legata a motivazioni relazionali come l’amore: tra le principali emozioni nella motivazione troviamo il bisogno e il desiderio, il bisogno di attirare l’attenzione su sé stessi, possedere e danneggiare un altro attraverso l’intimidazione, l’umiliazione, il terrorismo e la vendetta la gelosia e la possessività.
Sono particolari perché sembrano possedere elle emozioni affettive ma allo stesso tempo vogliono influenzare l’altra persona per farla assumere un particolare stato emotivo, pensiero e azione.
Ovvero vogliono influenzare in maniera forte l’altra persona.

Motivazioni Personologiche
Sono orientate a mettere in evidenza disturbi e disagi psichici (incapacità, dipendenza, e difetti caratteriali).
Sono pensieri interni al persecutore per questo sono stabili ed intrinseche e spesso, ego sintoniche.
Nella tabella che segue sono specificate le principali motivazioni personologiche.
Le cause personologiche rappresentano disabilità, incapacità, tratti latenti dell’individuo che possono predisporre a comportamenti devianti, aggressivi e di Stalking.
Un’elevata percentuale di persecutori fa uso di droghe.
Questi sono perditori della violenza propriamente detta nei casi di persecuzione.
Da un punto di vista statistico le diverse ricerche presentano dati discordanti. Nella tabella che segue sono riportati i principali dati statistici.
Le motivazioni personologiche fanno riferimento ai disturbi mentali e di personalità. I disturbi mentali sono catalogati attraverso il manuale statistico diagnostico dei disturbi mentali (DSM) arrivato alla 4 edizione (IV TR).
Attraverso questo catalogo si può dire che il persecutore presenta spesso disturbi mentali.
Nelle ricerche sono state messe in evidenza le percentuali di problematiche e di salute mentale.
I disturbi mentali in asse I comprendono i disturbi di ansia, dell’infanzia, cognitivi, dissociativi, sessuali e di identità di genere, disturbi del sonno, somatoformi, e correlati a sostanze e disturbi di apprendimento.
Nella tabella che segue sono riportate le percentuali di disturbi psicologici riscontrati nell’asse I nei persecutori.
I disturbi in asse II comprendono il ritardo mentale e i disturbi di personalità. Nella tabella che segue sono riportate le percentuali dei disturbi psicologici riscontrate nell’asse II dei persecutori
L’erotomania è il mal d’amore di tipo maniacale descritto già nel 1920 dallo psichiatra de Clèrambault.
Le stime statistiche riportate negli studi sulle persecuzioni sesso affettive riportano che il 10-30% dei persecutori soffre di questo disturbo psichiatrico.
Gli erotomani sono gli Stalker meno pericolosi.
Meno del 5% dei persecutori erotomani è violento.
Si distingue l’erotomania pura o primaria e quella sintomatica o secondaria.

Le caratteristiche dell’erotomania pura o primaria sono:
A) Il soggetto erotomane pensa in maniera maniacale che l’altra persona lo ami appassionatamente;
B) L’oggetto desiderato [la persona oggetto delle attenzioni persecutorie] ha uno status sociale e finanziario migliore dell’erotomane;
C) L’inizio dell’erotomania è improvviso;
D) Il decorso dell’erotomania è fissato sempre sull’oggetto amato;
E) L’erotomane tenta ripetutamente di avvicinarsi o contattare l’oggetto;
F) L’erotomane presenta condotte paradossali razionalizzando tutte le risposte negative che l’altra persona dà; Ai soggetti che presentano l’erotomania primaria non vengono diagnosticati altri disturbi mentali. Coloro che invece presentano un’erotomania secondaria hanno altri disturbi e sintomi come la schizofrenia, i disturbi schizo affettivi, il disturbo bipolare.

Le caratteristiche dell’erotomania secondaria sono:
L’erotomania è secondaria a un sottostante disturbo mentale che può emergere prima o contemporaneamente alle convinzioni deliranti;
Le caratteristiche cliniche del disturbo sono presenti contemporaneamente alle caratteristiche dell’erotomania;
Se si cura il disturbo clinico primario l’erotomania scompare.
L’incompetenza soggettiva e sociale è spesso identificata come la causa centrale del comportamento persecutorio.
L’incompetenza è un deficit mentale, comportamentale e sociale nelle competenze di adattamento di base.
Potremo dire che tali soggetti non possiedono le competenze dell’intelligenza sociale.
Le capacità nella vita moderna occidentale implicano per tutti [nessuno escluso] delle capacità specifiche per adeguarsi efficacemente a stimoli complessi e, spesso, contradditori.

Che cosa è l’intelligenza?
È la capacità che hanno gli esseri umani, attraverso gli skill, ovvero le capacità e le abilità, di raggiungere gli scopi prefissi e risolvere i problemi umani. Le capacità sono l’insieme delle condizioni psichiche e comportamentali necessarie al compimento di un’attività.

Che cosa è l’intelligenza sociale?
È il complesso di conoscenze e di skill metacognitivi, ovvero consapevoli, che l’individuo utilizza per interpretare gli eventi, pianificare e raggiungere esiti sociali.
Si sostanzia attraverso gli obiettivi e gli scopi che danno senso alla vita.
Volendo tracciare i principali obiettivi umani possiamo fare riferimento alla seguente classificazione che presenta solo una differenza dalla nota ripartizione dei bisogni umani di Maslow in quanto si dividono il bisogno di sopravvivenza e sicurezza da quelli di sessualità e riproduzione.
Gli obiettivi di vita sembrano essere organizzati in un piano gerarchico, ma in realtà sono strettamente legati fra loro perché è impossibile pensare che la realizzazione piena di ogni essere umano possa passare attraverso la realizzazione di un obiettivo trascurandone un altro.

Nella classificazione riportata ci sono 6 principali classi di obiettivi:
1) Obiettivi di sopravvivenza e di sicurezza: che stanno ad indicare che l’omeostasi interna ed esterna dell’individuo dovrebbe rimanere costante, intorno a un livello ottimale.

Se l’omeostasi viene alterata l’organismo umano tende a ripristinare l’equilibrio andato perduto.
L’omeostasi può essere statica, di tipo riflesso, quando l’equilibrio organico è ristabilito dai meccanismi fisiologici, oppure olistica quando si verifica in un sistema aperto coinvolgendo l’individuo e il suo ambiente;

2) Obiettivi di sessualita’ e riproduzione: sono improntati per ogni persona durante il corso della propria vita;
3) Obiettivi di autorealizzazione: che stanno ad indicare la promozione del sé, l’apparenza fisica, l’auto-accettazione, l’autostima, la fiducia in sé stessi e nelle proprie possibilità, esprimere al meglio le proprie potenzialità con espressione del controllo di sé in relazione agli altri e come percezione soggettiva di controllo;
4) Obiettivi di relazione sociale: che stanno ad indicare l’auto accettazione, ovvero mantenere e promuovere il sé in relazione agli altri, l’integrazione, ovvero mantenere e promuovere le relazioni con le altre persone e quelle nei gruppi nei quali si è inseriti. Gli obiettivi di relazione sociale implicano che ogni essere umano debba definirsi una persona separata (identità), come membro di vari gruppi sociali (appartenenza) confrontarsi socialmente per fare meglio degli altri (preminenza) e per promuovere l’uguaglianza e l’onestà (equità);
5) Obiettivi di costanza cognitiva: che indicano la definizione di nuovi ruoli e traguardi che assumono importanza per la realizzazione personale e sessuale.

Tali obiettivi possono essere l’esplorazione o lo spirito di ricerca, che indica l’acquisizione di nuove informazioni; la comprensione, che arricchisce e migliora l’accuratezza e la significatività delle rappresentazioni cognitive esistenti; la padronanza, che indica lo sviluppo i un’abilità con performance prestabilite; il management, che indica il funzionamento regolare degli individui in un dato contesto, la creatività, che ci permette di sviluppare nuove idee o nuovi modi di pensare sui fenomeni ed è rilevata per l’intelligenza sociale.

La domanda da porsi è:“come aiutare le persone che presentano un basso livello di intelligenza sociale?”.
Attraverso percorso specifici di formazione.
Tornando alle motivazioni del comportamento persecutorio si sono trovate correlazioni fra una storia di traumi violenti e abusi, così come un’educazione irregolare e una trascuratezza genitoriale.

La teoria dell’attaccamento è stata più volte, negli studi, chiamata per spiegare come causa dei comportamenti persecutori.
Gli studi sull’attaccamento è uno dei concetti chiave della psicologia dinamica ed è la teoria principale per spiegare i comportamenti persecutori, i primi studi si devono a psicologi quali Bowlby (1969); Ainsworth (1978).
Tali autori hanno messo in evidenza l’importanza del legame di ogni bambino piccolo con le persone significative (genitori o persone che ne fanno le veci).

Un adulto significativo accessibile e ricettivo fornisce un senso di sicurezza e rassicurazione che permette al piccolo di esplorare con successo l’ambiente.
La rottura del legame di attaccamento è dolorosa per il bambino e porta a comportamenti che hanno come obiettivo quello di ristabilire la “vicinanza fisica ed emotiva con l’adulto significativo” e di ottenere la sua attenzione.

Il comportamento di attaccamento serve a mantenere un legame affettivo: qualsiasi comportamento che mette in pericolo il legame affettivo provoca un comportamento nel bambino volto a ripristinare il legame.
Se l’adulto abbandona o rifiuta o mostra indifferenza il bambino potrà sviluppare un attaccamento insicuro. 

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